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La storia in breve

Piemontese di Castagnole Lanze, classe 33, enologo diplomato alla scuola di Alba, manager di fama mondiale, ha iniziato la sua attività come direttore tecnico e commerciale di cantine sociali, ha costituito una società di engineering e consulenza enologica, Enoconsult, con sede a Roma.

Nel 1977 fondò la Banfi Spa, della quale è stato Consigliere Delegato, realizzando in Montalcino (SI) una impresa vitivinicola unica nel suo genere, con una proprietà di quasi 3000 ha, di cui 800 a vigneto, messi a coltura con una imponente opera di bonifica e recupero dei suoli. Questa cantina è un modello di organizzazione e razionalizzazione tecnologica, composta inoltre da un Castello medioevale completamente restaurato, da negozi, e da due ristoranti. L’Azienda produce una gamma di vini di alto pregio ed occupa mediamente 250 dipendenti. Per questa realizzazione nel 1985 è stato nominato Cavaliere al Merito del Lavoro. E’ stato per 12 anni Presidente della Associazione Enologi Italiani e per 9 anni Presidente dell’Associazione Mondiale degli Enologi.

E’ autore di numerosi studi e pubblicazioni di tecnica enologica e di articoli divulgativi. Dal 1993 al 1998 è stato Presidente del Comitato Nazionale dei Vini a Denominazione di Origine. Per 6 anni è stato Vice Presidente dell’Office International de la Vigne e du Vin di Parigi (O.I.V.) di cui presiedeva anche il Gruppo di Esperti “ Aspetti sociali del consumo del vino”. Membro dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, dell’Accademie International du Vin, e di numerose altre Accademie ed Organizzazioni del settore. Insignito di numerosi premi (Grappolo d’Oro, Giovanni Dalmasso, Paolo Desana, Premio Masi per la Civiltà del Vino). Nel 2000 ha lasciato il timone della Banfi per occuparsi delle proprie vigne in Toscana ed in Piemonte e della continua supervisione della Enoconsult. Nel 2001 viene eletto Presidente della Confederazione Italiana della Vite e del Vino, “Unione Italiana Vini”, fino al 2004.

Nei primi anni 50, giovanissimo, Rivella abbandona il Piemonte, all'epoca troppo legato a una tradizione produttiva che non gli consente di sviluppare la modernità delle sue idee. La prima meta è la zona dei Castelli romani, dove diventa consulente di una grande cantina cooperativa. Alle prese con i bianchi locali, celebrati da un millennio di storia papalina, ma tradizionalmente difficili da "ripulire" e stabilizzare, Rivella inizia un tirocinio che lo porta a fondare la Enoconsult, pionieristico esempio di società di consulenza. In breve, gli orizzonti si allargano e di anno in anno, insieme ad altri celebri colleghi, Rivella rivoluziona la storia dell'enologia nazionale, contribuendo a mutare lo status dell'enologo: da maestranza da non esibire per nessuna ragione – l'immagine è quella di un personaggio che con misteriose alchimie "aggiusta" quel che arriva in cantina – a vera e propria star in grado di fare ombra al marchio del produttore, al vitigno, al territorio. E’ negli anni 70 che Rivella incontra i fratelli Mariani, per i quali intraprende una fortunatissima attività di export verso gli USA e la creazione di Banfi.

I Suoi Motti

- Il Nuovo mondo del vino nel quale ci troviamo oggi a navigare appare molto differente rispetto a quello che ci siamo lasciati alle spalle. Ci siamo entrati con difficoltà ma ora ci siamo e, una volta dentro capiamo due cose: la prima è che, effettivamente, c’è qualche ragione per la quale gli antichi si lanciarono a definire il vino addirittura "nettare degli dei" ; la seconda, che non è un prodotto come gli altri. -

 

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